Inserito da: Manuela | Marzo 31, 2009

Dedicato a mio padre

Il 5 aprile 2oo9 sarebbe stato il compleanno del mio papà, avrebbe compiuto 88 anni, invece il treno della sua vita si è fermato il 23 luglio del 2oo7 in una torrida giornata di luglio in una Milano quasi deserta quando di anni ne aveva 86.

Anche la mia nonna paterna è morta a 86 anni… sono coincidenze che ti fanno pensare. Tante volte le avevo chiesto di portare con se quell’uomo sofferente dai meravigliosi occhi azzurri, lo facevo e subito dopo avevo la necessità di abbracciarlo per trattenerlo.

Lui vecchio e molto malato mi parlava con lo sguardo, mi sorrideva con gli occhi, non si lagnava mai.. lui che aveva vissuto una vita “di corsa” aveva come massimo desiderio nelle sue giornate quello di essere messo sulla sedia a rotelle e quando la badante lo faceva lui le diceva in un soffio:”Grazie”.

La sua morte mi ha lasciato tanto dolore ma anche la certezza della sua vicinanza in tante, tantissime occasioni. Ho molto scritto di lui: un primo libro diario sui “nostri” quattro anni di lotta all’alzheimer e un secondo libro  sulla sua deportazione a Mauthausen, ma oggi voglio fargli un regalo un po’ originale per un papà che non c’è più, il mio dono è questo blog.

Lo rivedo intento a lavorare nel suo studio prima che la malattia lo rendesse inerme, lo ricordo spronarmi verso nuove mete e stupirsi per ciò che riuscivo a fare con il computer… sono certa che sarà quindi molto felice di avere un blog tutto suo e di far parte anche lui di questo mondo virtuale.

Cercherò di raccontarlo in modo inusuale e non sarà facile: dovrò scavare a fondo nel mio sentire anche a rischio di farmi male, ma è uno sforzo che voglio fare per completare il ritratto di lui sui miei libri e per ricordare come fosse straordinario anche nelle piccole cose oltre che nei grandi traguardi che ha raggiunto nella sua vita.

copertinapapà

“Papà mi portava in bicicletta” . Una sera del 2003, dopo aver scoperto che il mio papà era malato di Alzheimer, decido  di aprire un blog per dare sfogo alle mie emozioni. Dopo la  sua morte, rileggendo i miei scritti mi trovo tra le mani uno straordinario racconto di vita vissuta dove interagiscono tutte le persone importanti della mia esistenza, perfino i miei adorati cani Rhoda e Flora.
Da quel diario nasce Papà mi portava in bicicletta, un libro di grande umanità, un percorso di vita accanto ad un papà che si perde nel tempo ma che, nonostante questo, rimane una persona in grado di dare e ricevere emozioni.
E’ vero che i malati di Alzheimer non capiscono, non amano, non riconoscono? Il lettore scoprirà che non è così e che la chiave di volta per riuscire a comunicare con loro è l’amore. I malati di Alzheimer sono persone e la vita, anche parziale, che sono costretti a vivere, è un bene prezioso che va preservato fino alla fine

Per saperne di più o acquistare il libro cliccate qui

copertinadeportato

“Deportato 57633 voglia di non morire” con il suo prezioso contenuto umano e fotografico, è destinato agli studenti, ai loro insegnanti e a tutti coloro che vorranno conoscere la tragica esperienza di un uomo che non aveva voglia di morire a ventitre anni nei Lager di Mauthausen e di Gusen e che per ritornare a casa lottò disperatamente, si prodigò per i compagni di prigionia e, alla fine, riuscì anche a perdonare. Quell’uomo era mio padre.

Per saperne di più o acquistare il libro cliccate qui

Manuela Valletti Ghezzi

Categorie